lunedì 8 ottobre 2007

Quale è LA priorità dell’agenda politica del PD triestino?

Prendere esempio, nei metodi, dall’esperienza del volontariato. Oggi, al contrario di quanto accaduto nel secolo scorso, la politica non è più in grado di mobilitare masse di militanti; l’agire politico deve tendere al perseguimento di più obiettivi selezionati, concreti e uniti dal filo comune di garantire ai cittadini il controllo del potere attraverso la partecipazione su temi di interesse. Per fare ciò è essenziale garantire agibilità nel nuovo partito, aprire le porte anche a movimenti di iniziativa civica, gruppi di persone che si occupano di vari temi (servizi sociali, scuola, sanità…..ecc), giovani e cittadini che vogliono mettere a disposizione della collettività i propri talenti. Condizioni essenziali: reale ed agevole sostituibilità dei leaders, selezione degli obiettivi e concreta possibilità di raggiungerli attraverso l’azione di uomini che sanno collaborare in un modello associativo.
Walter Godina (Lista FRANCESCO RUSSO – Collegio Trieste 1)

sabato 6 ottobre 2007

Quale è LA priorità dell’agenda del PD triestino?

La politica deve ritornare al dialogo e all'efficacia e non puo' continuare ad essere un campo di battaglia verbale.
Marisa Skerk (Lista 2 Svech, Collegio Trieste-Muggia)

venerdì 5 ottobre 2007

Quale è LA priorità dell’agenda del PD triestino?

Prima di tutto... ridare passione e gusto per la politica ai tanti che l'hanno smarrita e ai tantissimi, soprattutto giovani, che non l'hanno ancora conosciuto. Per farlo ci serve una nuova cultura politica, perchè quelle che ci portiamo dietro sono inadeguate, che sia veramente riformista e innovatrice: a Trieste questo vuol dire essere capaci di proporre un'idea per il futuro di questa città: non si può vivere solo del riflesso delle azioni di governo nazionale o regionale.
Roberto Cosolini (Lista 2 Zvech, Trieste Centro)

giovedì 4 ottobre 2007

Quale è LA priorità dell’agenda del PD triestino?

La vita politica italiana sta vivendo un momento particolarmente difficile, un momento di indifferenza e di grave ostilità. Ecco che, dal 14 ottobre, può veramente iniziare la svolta, non solo nella storia del nostro paese, ma nella possibilità di restituire credibilità alla politica ed alle istituzioni. La nascita del Partito Democratico è un primo decisivo tassello in questa direzione. I cittadini italiani di nazionalità slovena vogliono/debbono essere partecipi a questo essenziale momento e riconoscendosi in quegli ideali che ha contraddistinto la cultura politica dell'Ulivo.
Igor Svab (Lista 2 Moretton, Trieste Centro)
Fulvia Premolin (Lista 2 Moretton, Trieste Muggia)

Quale è LA priorità dell’agenda del PD triestino?

Ho scelto di candidarmi con Moretton per l'assemblea regionale e di schierarmi con Veltroni come leader del Partito Democratico perche' e' orientato al futuro senza facili giovanilismi. Trieste ha bisogno essenzialmente di buoni amministratori, che investano nei giovani, nella ricerca, nella cultura, ma anche pensino al porto come un'occasione di rinascita. La cosa essenziale e' UNIRE, non dividere e questo deve avere sempre presente chi fa politica a qualsiasi livello. A Trieste e in Italia bisogna ritrovare la SPERANZA !!
Piera Montonesi (Lista Moretton, Trieste 1)

Quale è LA priorità dell’agenda del PD triestino?

Il Partito democratico è lo strumento che dovrà ricostruire in modo definitivo il legame tra Trieste e gli "altri". Tra la sfera locale e una dimensione nazionale e internazionale che ha conosciuto in questo lembo d'Europa una lunga e drammatica separatezza. Nell'identità culturale, nei linguaggi, nelle forme del confronto, nelle logiche del consenso. Il PD deve divenire ciò che a questa nostra città in fondo è sempre mancato: un grande partito nazionale e moderno, liberale e di sinistra, europeo nel suo modo di ragionare e di aggredire le cose del mondo. Non è poco, capisco. Ma se non ora quando?
Laura Famulari (Lista 1 Zvech, Trieste 2)

martedì 2 ottobre 2007

Quale è LA priorità dell’agenda del PD triestino?

E' un fatto: la politica deve cambiare anche perchè nel corso degli ultimi anni ha generato una corrosione dell'etica della responsabilità soggettiva. Vorrei che il nuovo partito, il PD, avesse come assoluta priorità la partecipazione delle persone e che nel governare interessi contrastanti sapesse sempre scegliere. Scegliere per chi ha più bisogno.
Maria Grazia Cogliati Dezza (Lista Zvech 1, Trieste Centro)

Quale è la priorità dell'agenda politica del PD triestino?

La priorità per il PD triestino e per quello nazionale è di essere un partito vermente nuovo, partecipato, democratico, trasparente e composto da persone che intendono la politica come servizio per migliorare le condizioni di tutti e non soltanto come opportunità per migliorare le proprie; tutto il resto viene dopo.
Anna Maria Mozzi (Lista Barazza, Trieste 1)

Qual è LA priorità dell’agenda del PD triestino?

La vera priorità per il PD è quella di far riavvicinare al mondo della politica tutte quelle perone che della politica si sono stufate. Deve saper parlare a noi giovani avendo la capacità, e anche l'umiltà, di ascoltarci e di darci l'importanza che meritiamo. Noi giovani siamo il futuro della regione, del paese e del mondo. Senza futuro non c'è speranza. A Trieste, città della scienza, il PD deve imparare ad arricchirsi delle culture diverse che centinaia di giovani portano qui da tutto il mondo.
Daniele Villa (Lista Barazza, Trieste 2)

lunedì 1 ottobre 2007

Quale è la priorità dell'agenda politica del PD triestino?

Prioritario è fare sistema fra tutti gli attori coinvolti e quindi il Comune, la Provincia, la Regione, il Commissario del Governo, l’Università, il mondo scientifico e culturale, le organizzazioni dei cittadini e via dicendo, per condividere un progetto alto di rilancio della città che vada a dare risposte al problema del Porto vecchio e nuovo, della Ferriera, dei siti inquinati, delle attività commerciali ed industriali, e quindi alle politiche della famiglia, lavoro, precariato, giovani, anziani, sicurezza, ambiente.
Sergio Lupieri (Trieste 2, Lista Moretton)

domenica 30 settembre 2007

"Quale è la priorità dell'agenda politica del PD triestino?"

La priorità dell’azione politica del futuro PD per la provincia di Trieste è l’ambiente. Inutile girarci intorno e tirare fuori dal cassetto le tematiche ambientali solo negli appuntamenti elettorali. Dalle politiche ambientali e dalla promozione dello sviluppo sostenibile ne traggono beneficio la salute e la qualità della vita, l’economia e le attività produttive, il turismo ecc.In una città come Trieste stretta tra mare e carso se non si rispetta l’ambiente non si rispetta il cittadino.Da dove iniziare? Dalla Ferriera, dalla messa a norma del depuratore e dalla realizzazione della rete fognaria sul Carso.
Maria Monteleone (Lista Russo, Collegio Trieste 2)

martedì 4 settembre 2007

Io scelgo Francesco

Perché il progetto Letta intercetta il bisogno di innovazione nella società italiana. E quindi nella politica.
Perché sono un veltroniano: ma Veltroni andava scelto dieci anni fa.
Ora per chi è nato nel 1990 (e alle prossime elezioni andrà a votare) Walter che rappresenta?
Perché le "primarie delle idee" sono una buona idea: dobbiamo confrontarci anche ampiamente sui pezzetti d'idea che abbiamo di questa nostra società.
Perché "il comizio" di Francesco è la politica che voglio vedere: si parla con i cittadini solo se si ascoltano i cittadini. Poi però vengono le azioni dei politici: e quelle non devono compiacere nessuno ma fare ciò che è giusto.
Per fare ciò che è giusto in Friuli-Venezia Giulia, sono a disposizione di Francesco Russo.
Buona fortuna a Francesco, a Enrico e al Partito Democratico. Che sia in Italia e in Friuli-Venezia Giulia articolato e ricco di esperienze e persone diverse.

Daniele Gouthier

giovedì 30 agosto 2007

La Pace è al centro della politica

La mozione per liberarare Trieste dallo status di Porto nucleare miltare approvata dalla Provincia di recente ed il rilascio dei Piani di emergenza in caso di incidente di questo tipo, introducono un tema che è sempre stato al centro della vita politica cittadina: l'alternativa tra pace e guerra, molto presente e insidiosa nella nostra storia.
Il Paese è maturo per un cambio di direzione nelle politiche di sicurezza, per iniziare cioè un percorso di confronto concreto tra difesa armata e non armata (o meglio nonviolenta) per la quale esiste già una base giuridica e di esperienza.
Il ruolo che può giocare la città è importantissimo, considerata l'importanza che riveste nella memoria italiana e non solo, in positivo e in negativo.
Credo bisogni impegnarsi di più per cercare un nuovo ruolo possibile, per Trieste e per il Friuli Venezia Giulia, a cominciare da una nuova legge regionale sulla Pace ed un maggior impegno degli Enti locali assieme alla società civile.
La mobilitazione per la Marcia Perugia Assisi e l'anno dei Diritti umani potrà essere in questo senso un utile veicolo di stimolo.

Alessandro Capuzzo
della Tavola della Pace
del Friuli Venezia Giulia